“Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Essendosi
ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni,
possano comprarsi da mangiare». Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». ” (Marco 6,33-44)

Il brano di oggi narra uno dei miracoli più conosciuti e che tutti e quattro gli evangelisti riportano nei rispettivi Vangeli (Mt 14,13-21; Lc 9,10-17; Gv 6,1-15). «Gesù moltiplica i pani e i pesci» … sin da bambini siamo rimasti affascinati da questo racconto, forse perché nel testo di Giovanni troviamo
come protagonista proprio un ragazzo con i suoi cinque pani d’orzo e due pesci!
Oggi, che siamo cresciuti facciamo un salto oltre e ci fermiamo a riflettere su due passi di questa pericope. Il versetto 34 «… e si mise a insegnare loro molte cose». Marco insiste sull’insegnamento di Gesù da una parte, e, dall’altra la folla che aveva fame di questo insegnamento, di questa
«Parola»! Ancora una volta al centro troviamo la «Parola». D’altronde “Parola” e “Pane” è quanto celebriamo settimanalmente (e giornalmente!) nelle nostre Chiese, sono un binomio inseparabile è come dire “Fede” e “Vita”.
Il secondo passo lo troviamo al versetto 37 «Voi stessi date loro da mangiare». Gesù si serve degli uomini, dei suoi discepoli, di un ragazzo con i suoi cinque pani e due pesci, il resto ce lo mette lui. Ha bisogno della nostra disponibilità, della nostra pochezza, del nostro donarci gratuitamente insieme a Lui … E’ un invito a prendersi cura dei fratelli nella “fede” e nella “vita”.

Rendimi nuovo ogni giorno, Signore, in modo da accogliere con stupore il messaggio della tua Parola. Prepara ogni giorno il mio cuore al nuovo incontro con Gesù e i fratelli.