Giovanni 12, 31-36a

“Allora Gesù disse loro – Ancora per poco tempo la luce è tra voi. Camminate mentre avete la luce, perché le tenebre non vi sorprendano; chi cammina nelle tenebre non sa dove va -.”

 

È Gesù stesso a parlare di sé usando l’immagine della luce.
Mi sembra davvero un simbolo evocativo e mi chiedo se anche per la mia vita Gesù sia luce.
Associo la luce a qualcosa di caldo, rassicurante, qualcosa che, come precisa Gesù, permette di vedere dove si va. Penso anche alla luce del giorno che incomincia: è la luce della novità, delle sorprese nascoste nella storia di una giornata ordinaria e della speranza con cui la si affronta appena aperti gli occhi.

La luce dunque è la condizione necessaria per camminare guardando dove si va, cosa e chi si incontra lungo la strada.
Nelle diverse e passate esperienze di pellegrinaggio ho vissuto la piccola pressione del “facciamo in fretta che il sole sta tramontando”, per la paura del sopraggiungere di qualcosa di ignoto, del freddo, delle difficoltà.

Leggo, allora, l’invito di Gesù a camminare con la luce come a dire: provate a fare così, vedrete che quando arriveranno le tenebre (perché le tenebre arrivano, nostro malgrado) queste non vi sorprenderanno, saprete anzi accettarle e attraversarle con la certezza del ritorno della luce, l’unica Fede che può salvare dallo smarrimento.

Signore, sii luce dei miei giorni perché io possa accorgermi subito delle persone, delle realtà, dei bisogni che nel cammino mi fai attraversare.