“In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. “ (Matteo 4,1-11).

All’inizio della Quaresima la Parola che ci viene proposta nella liturgia domenicale ci presenta l’Evangelo delle cosiddette tentazioni. Meglio sarebbe dire seduzioni. E il seduttore  é satana, il diamolo, colui che divide.

Gesù ha vissuto l’esperienza del deserto e ha digiunato per quaranta giorni e quaranta notti. Questo significa che Gesù ha vissuto tutto questo nell’arco della sua esistenza terrena, perché ha vissuto la condizione umana sino in fondo. Anche lui come tutti alla conclusione dell’esperienza ha fame. Ha la necessità di rifocillarsi.

Ed é proprio in questo contesto, nella quotidianità della propria vita, che incontra il seduttore, un personaggio satana, che sa perfettamente come stuzzicare Gesù. Bisogna ricordare che è proprio questo finezza del diavolo a introdurre il male in noi umani.

Tutte le tentazioni di Gesù hanno un comune denominatore: il potere verso sé stessi, verso gli altri, verso D-o. Sono le tre tentazioni che Gesù sperimenta nel dialogo con il seduttore, satana.

Quanto vorremmo essere padroni di noi stessi nel trasformare la pietra in un pane! Quanto vorremmo essere coloro che comandano gli altri usando il potere e il dominio attraverso il pensiero e l’azione! Quanto infine vorremmo dominare perfino D-o addomesticandolo alla nostra volontà!

Ebbene tutto questo chiede a Gesù e ogni giorno a noi, il coraggio di avere fiducia nel Signore, di affidarsi a Lui totalmente. Questo è il cammino di conversione che la Quaresima ci invita a vivere, per passare dalla condizione della morte alla condizione della resurrezione.