Luca 9,57-62

A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».

 

Questo brano mi è sempre risultato duro: mi chiedo come sia possibile che Gesù non abbia compreso la situazione di queste persone…

Ma qui è in gioco la scelta fondamentale: su cosa fondiamo la nostra vita? Non c’entrano le cose importanti, tutte le risposte che queste persone danno a Gesù contengono qualcosa che per ciascun uomo lo è (seppellire i propri cari, la famiglia..). In fondo, però, mi sembrano delle scuse…

Si tratta, allora, di iniziare con fermezza la sequela: un discepolo sa che seguire Gesù è ciò che dà senso a tutto il resto della vita. La famiglia, gli affetti, il lavoro, la salute ricevono il giusto senso in riferimento a Lui. Al contrario, se prendessero il primo posto, credo che la nostra vita non sarebbe piena, serena, buona, ma una corsa contro il mondo e le avversità.

Se guardassimo alle scene di vocazione nei vangeli, scopriremmo che Pietro e gli altri hanno lasciato subito e tutto per seguire il Maestro. La chiamata di Gesù è esigente e questo talvolta mi spaventa, però sono anche sicura che non c’è nulla da perdere, ma tutto da guadagnarci! Come una salita in montagna: per arrivare in cima si fa un pò di fatica, ma in vetta che spettacolo! se ci si ferma, non si arriva mai, però…..

Il Signore ha in serbo per ciascuno di noi grandi cose, ci vuole bene! Il Signore è con noi!

 

Chiediamoci quali sono le scuse che ci diamo nel ritardare la sequela, quali cose poniamo davanti anche a Gesù. Quali sono invece i passi che oggi devo iniziare per diventare discepolo?

Affidiamoci al Padre che ci ama e ci chiama ad una vita bella!