“In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni il Battista. È risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi!».” (Matteo 14,1-12).

La fama di Gesù si è propagata in tutte le regioni d’Israele sino a coinvolgere i pensieri del Tetrarca Erode, governatore del territorio d’Israele.

Erode è decisamente preoccupato perché considera Gesù come la reincarnazione di Giovanni Battista che lui stesso ha contribuito ad uccidere per aver fatto una promessa assurda alla figlia di Erodiade, sua compagna in spregio al fatto che ella era la moglie del fratello Filippo.

“Non ti è lecito” rivolto da Giovanni Battista a Erode aveva fatto infuriare Erodiade. E da qui è nato il desiderio di Erode di uccidere il Battista.

Questo passo evangelico, oltre a ricordarci un triste storia di follia umana, ci mette in guardia. Gesù non è ben accetto in patria, alle autorità religiose di Gerusalemme ed anche all’autorità politica.

La questione di fondo è che l’autorevolezza dell’insegnamento di Gesù chiede un cambio nella vita di fede della gente. Ma purtroppo questo non trova terreno fertile. Questo sta a significare che se non c’è un cuore predisposto a riconoscere umilmente i nostri limiti e le nostre mancanze non c’è speranza ma solo buio, conflitti e morte.

Il “non ci è lecito” riguarda noi ogni qual volta bastiamo a noi stessi.