“Allora i discepoli gli domandarono: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera
loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista”. (Matteo 17, 10-13)

“Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto..” Questo brano è preceduto dalla richiesta di un Segno dal cielo, dalla professione di fede di Pietro, dal primo annunzio della passione, dalle condizioni per seguire Gesù e, infine, dalla Trasfigurazione.
Tutto ciò sembra mandare in confusione gli apostoli.
Il punto centrale e decisivo di questo brano, è tra la vera fede e l’incredulità verso un uomo che fa esegesi di un Dio cosi… che sembra giocare a nascondino tra il non dire a nessuno chi sia e/o rivelare in segreto ai suoi apostoli la sua vera identità.
“Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti». Mentre si trovavano insieme in Galilea, Gesù disse loro: «Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle
mani degli uomini e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà»
E’ sorprendente come ad ogni predicazione della passione (sebbene sia sempre collegato all’annuncio della Risurrezione) faccia seguito, in un modo o nell’altro, una incomprensione degli apostoli;
Gesù da bravo pedagogo ci accompagna e vuole manifestarci con un graduale processo la manifestazione dell’economia salvifica del Dio Trinità: si passa dalla rivelazione di Gesù – Messia – a quella
del Figlio dell’uomo sofferente.
Sta qui lo scandalo per i discepoli: questo modo non solo coinvolge il concetto di Dio Messia, ma lo stesso concetto di Dio. Tutto il legame va colto alla luce delle Scritture. L’ascolto della Parola ci doni di discernere la Verità di Gesù, di noi e della storia.
Per il discepolo è in gioco tutta l’esistenza: la scelta è fra una vita secondo il Dio cristiano e una vita secondo il progetto dell’uomo nella sua “animalità”.
La vita secondo il Dio di Gesù, a dispetto del suo apparente fallimento, ha in sè la “pienezza” della vita.
Lo Spirito ci doni intelligenza per comprendere, occhi per guardare e ri-conoscere, coraggio per decidersi per il Dio di Gesù di Nazareth che viene come uno di noi, in mezzo a noi, come pienezza di gioia e di vita.