Luca 2,22-40

“.. non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere… si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme”

 

In questo brano mi colpisce la ripetizione di alcune parole, Legge e Spirito: spesso da noi vengono contrapposte, screditando il valore della Legge perché vista come arido precetto, norma, ma in realtà qui oggi intuiamo che lo Spirito permette di riconoscere il vero senso anche della Legge, che non è da scartare. Perchè solo Simeone – e uomini e donne come lui, per esempio Anna- uomo pio e giusto ovvero rispettoso della Legge, riconosce nel bimbo Gesù il Messia, atteso dal suo cuore e da tutto il popolo di Israele. Ha visto in Lui la salvezza, in vista della quale la Legge è donata!

Questi ultimi “profeti” Simeone e Anna ci ricordano l’importanza dell’attesa e della fedeltà alla promessa di Dio, della speranza di vedere realizzata un giorno l’opera di Dio.

Però Paolo, ai Romani e anche a noi, annuncia Gesù Cristo che l’ha realizzata questa promessa (“Cristo è diventato servitore dei circoncisi per mostrare la fedeltà di Dio nel compiere le promesse dei padri”, Rom 15,8): Lui è la promessa di Dio, Lui compie l’offerta gradita al Signore (cfr. la prima lettura di Malachia 3,1-4), non solo perché rispetta una legge ma perché “diventa” obbedienza al Padre, dono di sé, sacrificio di amore, offerta di una vita intera, sulla Croce. La circoncisione, avvenuta nell’ottavo giorno dalla nascita, trova compimento nella Passione nel sangue uscito dal costato, dal corpo ferito. Qui l’alleanza è compiuta. Dio gradisce l’offerta fatta con amore. Questo viene presentato al Tempio…

E così il Tempio di Gerusalemme, dove i giudei offrivano doni preghiere e lodi a Dio, trova compimento nel Corpo di Gesù sulla croce e poi nel Corpo mistico della Chiesa.

Chissà se noi oggi sappiamo riconoscere Gesù nei sacramenti, nella Chiesa, nel fratello che incontriamo per strada o sul lavoro, nel malato o nel sofferente, nella vita di chi resta fedele, di chi spera, di chi attende, di chi ha speranza…. chissà se noi cristiani riusciamo ad indicare agli altri dove incontrarLo…

Il compito di oggi è “accogliere fra le braccia” Gesù e benedire Dio, come Simeone.

Preghiamo perchè la Chiesa sappia indicare Dio a quanti lo cercano con tutto il cuore.