“Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.” (Luca 24,46-53).

L’Ascensione del Signore é la solennità che la liturgia ci propone per contemplare il mistero del ritorno al Padre di Gesù, il Cristo, il Figlio del D-o vivente.

Gesù ha ricordato più volte ai suoi discepoli il significato dell’essere “disceso” nel contesto della vita umana. Il suo messaggio é stato quello di ridare alla relazione con D-o un significato nuovo: D-o é Padre.

Questa dimensione nuova, di sentirci figli, ci aiuta a comprendere oggi l’Ascensione di Gesù. Egli non ci abbandona ma ci dona l’amore misericordioso attraverso il dono del suo Spirito. É questo che resta vivo in noi. La sua benedizione finale é il segno di questa novità e che in tutta la sua presenza fisica ci ha donato.

É una benedizione che ci rende gioiosi e ci fa capire che D-o, Padre, Figlio e Spirito Santo, sono tre immagini di ciò che lo manifesta. E il Buon D-o si é manifestato, si manifesta e si manifesterà dentro di noi, nella nostra vita, sempre.

Per questo il nostro compito é quello di lodare il Signore della vita, ogni giorno, nella preghiera, nella frazione del pane, nell’amore vicendevole, nella dono di noi stessi soprattutto verso chi ha meno.