“Le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.” (Matteo 14,13-21).

C’è parola che è al centro dell’Evangelo del miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci: compassione.

Gesù guarisce gli ammalati che lo seguono. È una folla affamata della sua Parola e di sentirsi aiutata nella fatica della sofferenza fisica e spirituale.

Al di là dell’annuncio Gesù, a differenza dei discepoli, non vuole liquidare la folla. Vuole essere compartecipe. E per patire insieme alla folla Gesù vuole sfamare condividendo pochi pani e pesci.

Il vero miracolo non è la moltiplicazione ma la compassione che attraverso il pane condiviso sfama a sazietà la gente desiderosa di essere guarita. E il secondo miracolo è che condividendo il pane, che è tutto per la vita, si moltiplica a dismisura.

C’è un altro importante insegnamento di Gesù. Egli ci invita a non scansare l’incontro con l’altro ma ad accoglierlo. I discepoli invece si fermano alla prima difficoltà, all’impossibile. Gesù li stimola: date voi da mangiare, condividete e vedrete moltiplicarsi il bene.

Nulla può fermare la compassione, la misericordia e l’amore. Ce lo ricorda Paolo ai Romani (Rm 8,35.37-39). L’amore di D-o supera tutto.