Il Signore Gesù prese a dire al popolo questa parabola: «Un uomo piantò una vigna, la diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano per molto tempo. Al momento opportuno, mandò un servo dai contadini perché gli dessero la sua parte del raccolto della vigna. Ma i contadini lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò un altro servo, ma essi bastonarono anche questo, lo insultarono e lo mandarono via a mani vuote. Ne mandò ancora un terzo, ma anche questo lo ferirono e lo cacciarono via. Disse allora il padrone della vigna: “Che cosa devo fare? Manderò mio figlio, l’amato, forse avranno rispetto per lui!”.
(Luca 20,9-19)

In ogni parabola Gesù incarna la Parola partendo da situazioni che avvenivano in quel tempo.
Era frequente infatti che ricchi possidenti, che abitavano all’estero, davano le loro terre da coltivare a contadini del luogo e tornavano per prendersi il raccolto. Se il padrone moriva, la terra restava ai contadini.
Dio è il padrone della vigna, che è il suo popolo; i servi sono i suoi inviati, i profeti. Salta subito all’occhio la sua ostinazione nell’inviarli, nonostante i tre esiti infausti. Umanamente verrebbe da desistere già al primo tentativo, ma i pensieri di Dio non sono i nostri pensieri…Il suo cuore è fatto di misericordia!
Poi Gesù parla con una consapevolezza sconvolgente della fine che farà di lì a poco: è lui infatti il figlio che il Padre manderà e verrà sacrificato. Il nostro Dio sa avere fiducia degli uomini nonostante tutto, perché i suoi sono pensieri d’amore!
L’Amore di Dio si rivela pienamente a noi nell’Incarnazione ( non si è manifestato in uno libro o tramite intermediari, come in altre religioni) e nella Morte e Resurrezione di Gesù Cristo e questo sconvolge ogni calcolo umano! Solo in questo Amore infinito possiamo comprendere lo stravolgimento delle Beatitudini in cui la “ pietra scartata dai costruttori è pietra angolare”! E’ comprensibile la reazione dei dottori della legge, impacchettati nei loro precetti umani!

Quante occasioni abbiamo perso di vedere la presenza di Dio per la nostra superficialità e indifferenza nel vivere la quotidianità! Quante volte Dio ci viene incontro nei modi o nelle persone più improbabili per noi!
Chiediamo a Dio di saper andare oltre( il significato dell’appellativo di Dio che chiamiamo
Santo,Santo,Santo è proprio questo: al di là, oltre) la nostra visione stretta e limitata della realtà e di chi ci vive accanto, facendoci aiutare anche dai nostri angeli custodi di cui oggi è la festa. Anche loro fanno parte della realtà “oltre”, creature spirituali che intervengono spesso nella storia della salvezza e che rimandano continuamente a Dio, ma che sono reali e presenti ogni volta che li invochiamo.
Il mio angelo custode ha un nome, si chiama Paolino. E il tuo?