“In quel tempo. Pietro si avvicinò al Signore Gesù e gli disse: -Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volto dovrò perdonargli? Fino a sette volte?-” (Matteo 18, 21-35)

Soffermandomi sulle parole di Pietro riesco a figurarmi il momento narrato nel Vangelo. Mi immagino un Pietro che ha nel cuore qualche episodio di discordia con un membro della comunità, magari anche qualcosa di passato per cui, si sa, il cuore umano continua a rimuginare e non riesce facilmente a trovare pace.

Dopo aver ascoltato meravigliato e appassionato le parole di Gesù forse Pietro ha avvertito lo slancio di provare ad affrontare “la questione” e allora, sulla scorta delle Sue parole, si butta generosamente e un po’ ingenuamente proponendo qualcosa di eccezionale: perdonare fino a sette volte. Nel giudaismo infatti si ammetteva un perdono di due, tre volte al massimo.

Sappiamo dal Vangelo che Gesù gli risponderà con una misura ancora maggiore: perdonare SEMPRE. Che insegnamento spiazzante! Una risposta che supera decisamente i propositi di Pietro, già eccezionali.
Così la sfida di perdonare sempre “mio fratello”, persone quindi vicine e care, appare ancora più faticosa!
È vero, non è facile..
Eppure Dio mi indica la Sua misura, quella di chi non mette mai muri di fronte alle mie richieste di perdono, preghiere, offerte, domande..