In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai farisei: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non
provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

Il primo pensiero a cui mi collego, leggendo questo brano, ricalca la dimensione del sentirsi custoditi e del prendersi cura, due rappresentazioni che in questo periodo storico riecheggiano quotidianamente: rimbalza nella mia mente l’immagine di un pastore che conosce e nomina ogni sua pecora..forse, proprio come facciamo noi quando scriviamo un semplice “Ciao, come stai?” oppure, passando da un vicino di casa diciamo “Sto andando al supermercato, hai bisogno di qualche cosa?”.

Frasi ordinarie, ma che sottolineano un donarsi gratuito frutto di una prossimità: il cuore e lo spirito prendono forma alla luce di un Figlio che è in relazione con il Padre; e all’interno di questa relazione di Amore la Vita vince! Solo in questo rapporto di intimità sono riconosciuto/a nella mia unicità e, di conseguenza, nell’ascolto di un Dio che mi dice chi sono profondamente.

– Pensando alla figura di Gesù in questo brano, quali sentimenti suscita in me?
– Chiudo gli occhi e penso ai momenti in cui Gesù si è preso cura di me: quali situazioni mi vengono in mente?
– Il tema del “dare la vita”: che cosa significa concretamente per me?

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.
Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni
(Dal Salmo 23)