Luca 11, 1-4

In quel tempo. Il Signore Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione».

 

Di fronte a questo Vangelo non possono che venirmi in mente le parole magistrali della catechesi dell’anno scorso di Papa Francesco o quelle ancor prima di Carlo Maria Martini e vorrei tacere…

Però mi soffermo sulla richiesta dei discepoli: cavoli, avevano intuito che “il segreto” di Gesù era il suo rapporto con Dio, perchè spesso vedevano Gesù ritirarsi a pregare e chiedono al loro Maestro di insegnarglielo….

Questa preghiera può esser considerata il cuore del Vangelo, eppure è tutta intrisa della storia della salvezza fin dalle origini, fin dal Primo Testamento… il nome di Dio rivelato a Mosè, l’annuncio del regno da parte dei profeti, la manna nel deserto, la misericordia per l’infedeltà di Israele…

Dio è sempre lo stesso, è il NOSTRO Dio, Padre di ogni uomo, di ciascuno di noi, eppure è Dio come nessuno lo ha mai conosciuto se non il Figlio Gesù, che ha voluto condividere con noi il suo Papà! Ci ha consegnato il Padre – espressione che teologicamente non si può sentire!-  ma nel senso che è venuto proprio per farcelo conoscere e per farci capire che siamo fratelli.

 

Ecco, oggi questo mi consegna il Vangelo: uno sguardo diverso sui fratelli e su Dio.

Oggi mi piacerebbe riscoprire di avere un Buon papà e fratelli con cui condividere fatiche e gioie, che sono amati tutti allo stesso modo da Lui, come un genitore non fa differenza fra figli.

Dovrei imparare a pensare al “plurale”, a quel “nostro” ripetuto 4 volte…

Vorrei vivere con umiltà la fiducia da figlia nei confronti di un Padre premuroso e misericordioso, con la certezza di sapermi in buone mani, più buone delle mie aspettative, che non mi lasciano sola nella fatica, ma continuano a accompagnarmi sulla strada della vita felice..

Vorrei imparare a pregare con e per gli altri uomini, che vivono in condizioni diverse dalla mia e sentirmi parte di un’unica grande famiglia..

Ecco, già troppe parole ho sprecato; oggi basta pregare pensando bene alle parole che Gesù ci ha consegnato!