Luca 16 16,18
La legge e i profeti arrivano fino a Giovanni; da allora è annunciata la buona notizia del regno di Dio e ognuno si sforza di entrarvi. E’ più facile che periscano il cielo e la terra anziché cada un solo trattino della legge. Chiunque ripudia la propria moglie e sposa un’altra donna commette adulterio, e chi sposa una donna ripudiata dal marito commette adulterio.

 

Ad una prima lettura questo brano del Vangelo sembra nettamente diviso in tre parti, che non legano esattamente tra loro: si parla di profeti, di legge e di adulterio.Mi è venuto in aiuto il titoletto posto all’inizio del paragrafo nella versione CEI della Sacra Bibbia: “L’Ipocrisia dei farisei”. Così ho compiuto l’esercizio di accostarmi a queste parole facendo un passo indietro e considerandole nella loro globalità.

Ecco apparire il modo nuovo di giudicare la storia che Gesù porta con sé e fa coincidere con la sua persona: è LUI che porta a compimento l’annuncio del regno di Dio, lo fa diventare qualcosa che incontra la vita degli uomini e dona loro la capacità e il desiderio di entrarvi;

è LUI che porta a compimento la legge e la mette a servizio della salvezza degli uomini, perché possano usare il tempo che hanno da vivere per costruire una vita senza fine, promessa da Cristo stesso.

E ancora è LUI che porta una novità tale nella vita dell’uomo in grado di regolare tutti gli aspetti che la compongono e ridona dignità ad ogni figlio di Dio, uomo o donna che sia.

L’ultimo versetto, in particolare, colpisce. Oltre ad essere sicuramente assai noto, pone l’accento sulla sacralità dell’unione sponsale, negando all’uomo la possibilità di disporre della donna secondo il proprio capriccio.

E’ una novità scomoda quella portata da Gesù nel suo tempo e, forse, anche nel nostro; ogni qual volta ci poniamo a servizio della verità corriamo il rischio di diventare impopolari.

Sappiamo scegliere con decisione da che parte stare? Sappiamo mantenere la nostra posizione? O viviamo nel limbo dell’ipocrisia per piacere a tutti?

Dammi la forza, Signore, per fare la tua volontà.