Luca 3, 23-38

“Il Signore Gesú, quando cominciò il suo ministero, aveva circa trent’anni ed era figlio, come si riteneva, di Giuseppe, figlio di Eli, (…) figlio di Adamo, figlio di Dio.”
 
Di questo brano di Vangelo, apparentemente sterile e molto discostato dalla narrazione delle vicende quotidiane di Gesù, mi colpisce anzitutto l’annotazione storica sui suoi anni all’inizio del suo ministero.
Penso ai trentenni dell’anno 30 d.C., come vivevano? A cosa si dedicavano maggiormente? Di cosa si appassionavano? A quali responsabilità dovevano rispondere?
 
E i trentenni di oggi?
Qualche stereotipo semplicistico li vedrebbe forse etichettati come eterni mammoni pronti a procrastinare a vita l’entrata nell’età adulta, eppure per esperienza diretta ho la fortuna di condividere con molti miei coetanei gli esordi, i passi in avanti, e anche i fatti provanti di progetti di vita proprio simili a un ministero di Grazia, a una vera missione nel mondo, per quanto non paragonabili al ministero in terra di Gesù.
 
Anche i riferimenti che seguono nel brano, sulla figliolanza di tutti gli avi di Gesù, fino ad Adamo, fino a Dio, secondo me dicono una comunanza: Gesù è, come tutti noi, anzitutto figlio di Dio!
Credo che proprio l’esperienza dell’essere figli plasmi in modo indelebile il proprio percorso di crescita, il modo in cui ci si affaccia alla vita, la speranza con cui si affrontano le scelte, anche difficili, che “l’essere grandi” ci pone davanti.
Siamo Figli di un Padre che non lascia soli e che dà un orizzonte, alto! proprio perché Lui per primo crede in noi e crede che possiamo realizzarlo.
 
Signore, è da questa esperienza di Amore che con consapevolezza vorrei continuare il ministero della mia vita, oggi come 2000 anni fa è stato per il Tuo Figlio Gesù, l’Amato; aiutami a percepire costantemente la fiducia che riponi nell’uomo.