Matteo 15, 10-20

In quel tempo. Riunita la folla, il Signore Gesù disse loro: «Ascoltate e comprendete bene! Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l’uomo!». Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: «Sai che i farisei, a sentire questa parabola si sono scandalizzati?». Ed egli rispose: «Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata. Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!». Pietro allora gli disse: «Spiegaci questa parabola». Ed egli rispose: «Neanche voi siete ancora capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nella bocca, passa nel ventre e viene gettato in una fogna? Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende impuro l’uomo. Dal cuore, infatti, provengono propositi malvagi, omicidi, adultèri, impurità, furti, false testimonianze, calunnie. Queste sono le cose che rendono impuro l’uomo; ma il mangiare senza lavarsi le mani non rende impuro l’uomo».

 

Gesù sembra dirci che tutto quello che abbiamo intorno non è né buono né cattivo, ma sta a noi renderlo tale.

Infatti ogni nostra azione, parola o pensiero può essere positivo o negativo a seconda dell’intenzione che “esce” dal nostro cuore. Gesù con questo passo vuole responsabilizzarci, ricordandoci che il bene ed il male sono dentro di noi, nel nostro cuore e che noi dobbiamo essere in grado di governarci e non dobbiamo lasciarci governare.

I farisei e gli scribi sembrano non voler ascoltare queste parole, anzi si scandalizzano per questo: “dipende da te”. E’ sicuramente più facile dare la colpa del male a quello che accade intorno, ad altri, alla sfortuna, dimenticandoci che possiamo passare da un atteggiamento passivo ad uno attivo.

Non è facile assumere questo atteggiamento, anche Pietro sembra non capire. Si può sbagliare, ci si può dimenticare di interrogare il proprio cuore prima di agire o di confonderlo con la pancia; ogni tanto fare discernimento è difficile e si ha paura di dove ci possa portare.

Dobbiamo impegnarci a chiedere al nostro cuore: “Cosa avrebbe fatto Gesù al mio posto? Sono pronto a fidarmi?”

 

SALMO 138

Signore, tu mi scruti e mi conosci,

tu sai quando seggo e quando mi alzo.

Penetri da lontano i miei pensieri,

mi scruti quando cammino e quando riposo.

Ti sono note tutte le mie vie;

la mia parola non è ancora sulla lingua

e tu, Signore, già la conosci tutta.

Alle spalle e di fronte mi circondi

e poni su di me la tua mano.

Stupenda per me la tua saggezza,

troppo alta, e io non la comprendo.

Dove andare lontano dal tuo spirito,

dove fuggire dalla tua presenza?

Se salgo in cielo, là tu sei,

se scendo negli inferi, eccoti.

Se prendo le ali dell’aurora

per abitare all’estremità del mare,

anche là mi guida la tua mano

e mi afferra la tua destra.

Se dico: «Almeno l’oscurità mi copra

e intorno a me sia la notte»;

nemmeno le tenebre per te sono oscure,

e la notte è chiara come il giorno;

per te le tenebre sono come luce.

Sei tu che hai creato le mie viscere

e mi hai tessuto nel seno di mia madre.

Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;

sono stupende le tue opere,

tu mi conosci fino in fondo.

Non ti erano nascoste le mie ossa

quando venivo formato nel segreto,

intessuto nelle profondità della terra.

Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi

e tutto era scritto nel tuo libro;

i miei giorni erano fissati,

quando ancora non ne esisteva uno.

Quanto profondi per me i tuoi pensieri,

quanto grande il loro numero, o Dio;

se li conto sono più della sabbia,

se li credo finiti, con te sono ancora.

Se Dio sopprimesse i peccatori!

Allontanatevi da me, uomini sanguinari.

Essi parlano contro di te con inganno:

contro di te insorgono con frode.

Non odio, forse, Signore, quelli che ti odiano

e non detesto i tuoi nemici?

Li detesto con odio implacabile

come se fossero miei nemici.

Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore,

provami e conosci i miei pensieri:

vedi se percorro una via di menzogna

e guidami sulla via della vita.