“Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma». I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».” (Matteo 21,1-11).

L’Evangelo che anticipa l’entrata in chiesa nella Domenica delle Palme è un testo ricco e profondo che raccoglie tutta la storia di Gesù, il Messia.

Matteo evangelista coraggiosamente traduce in modo innovativo tutti i riferimenti tratti dall’Antico Testamento e ne esprime una angolatura totalmente nuova.

Ci sono tre passaggi importanti che meritano la nostra meditazione nell’ascolto successivo della passione.

Gesù compie una entrata trionfale per la gente che lo accoglie come il liberatore, il nuovo re. La resurrezione di Lazzaro ha creato uno scompiglio incredibile tra la gente. Da lì a poche ore la stessa gente lo condannerà non con “l’Osanna” ma con “il crocifiggilo”.

Un secondo passaggio è il fraintendimento di fondo. La gente ha in mente il re conquistatore. I riferimenti al re Davide, ai mantelli e alle palme ne sono una espressione concreta. Al contrario Gesù entra con un asino e un puledro che sono i simboli della mitezza non della conquista.

Un terzo passaggio è l’agitazione nella città a questo evento. C’è un fermento delineato dalle grida della gente che sembra affascinata ed attratta. In verità l’agitazione è il preludio della tentazione di costruire una visione di D-o, di un Messia legato ad interessi terreni: il sentirsi liberati dall’oppressione del nemico.

A rileggere e meditare l’Evangelo di Matteo e poi la Passione del Signore, si coglie la povertà umana. Pensando alla condizione che stiamo vivendo sarebbe quasi come facessimo finta che nulla è successo dopo questa pandemia. Invece il Signore ci invita a non farci illusioni. La resurrezione è per una salvezza verso un oltre.