“Dunque tu sei re? Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità.” (Giovanni 18, 33-37)

Oggi si parla di Regno. Cristo è Re! Due volte lo troviamo nella domanda, una volta nella risposta di Gesù. Sì, ma cosa vuol dire?? Intanto una cosa la mette subito in chiaro Gesù stesso: “il mio regno non è di questo mondo” (Gv 18,36). Il primo invito è dunque a non pensare secondo il modo umano e terreno, temporale; questo non c’entra niente. Oggi, poi, ne sono rimasti quasi pochi di re sulla terra e forse non troppo saggi, non è un’immagine attuale per noi, ma per quel tempo il re era colui che guidava, proteggeva, doveva mettere in salvo il suo popolo, era un salvatore: un grande esempio è stato Davide, che sapendo di essere re in nome di Dio, ha cercato di fare la volontà di Dio, ha voluto anche costruirGli una casa, anche se da sempre Dio aveva già posto una tenda in mezzo al popolo e da sempre aveva camminato con loro! “sono stato con te dovunque sei andato.” (2Samuele 7,9). Ecco perché Gesù è re, perché in definitiva è venuto in mezzo a noi e ha salvato il suo popolo, tutti noi, figli dell’unico Padre, che lo ha inviato a noi, proprio per questo motivo! Lo ricorda anche san Paolo ai Colossesi: “è lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha traferiti nel regno del Figlio del suo amore” (Col 1,13). Potente san Paolo nelle sue lettere…. Gesù è venuto ad inaugurare una nuova vita nell’amore, un nuovo modo di stare al mondo! Ecco il suo Regno! I Santi e i cari defunti che abbiamo ricordato pochi giorni fa lo stanno già gustando e ci incoraggiano a fare altrettanto. Non è dunque un re che governa in modo dispotico e sfrutta il suo popolo, ma un re che si umilia, si mette sotto la legge umana di Pilato, dei Romani, dei Giudei, delle autorità umane, che lo vogliono processare, accusare, eliminare perché hanno paura del suo vero potere. Questa è la Verità di cui parla Gesù: non c’è dio più grande nell’amore di Dio Padre, non c’è regno sulla terra che valga come il regno di Dio, non c’è nulla di più forte dell’amore di un padre che ama e salva…

Chiediamoci quanto teniamo al nostro piccolo o grande potere; quanto siamo portatori di un nuovo modo di governare la nostra vita nell’amore e nella cura verso coloro che ci sono affidati (in famiglia, sul lavoro, in parrocchia, per strada). Proviamo non tanto a prenderci un impegno di servizio, quanto ad assumere lo stile del servizio nelle cose che già dobbiamo fare quotidianamente.

Preghiamo Gesù Cristo che ci ha rivelato l’amore di Dio Padre e che è Re della Vita. Affidiamo a Lui la nostra Storia umana tormentata da difficoltà, guerre, desideri di potere, di indipendenza e autonomia, perché possa condurla al Bene. Ringraziamo “con gioia il Padre che ci ha resi capaci di partecipare alla sorte dei Santi nella luce” (Colossesi 1,11)