“Se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro.” (Matteo 18,15-20).

Il Buon D-o non ha preferenze e non privilegia nessuno. Ha un unico obiettivo: salvare tutti, perché ama e ha misericordia per i piccoli, gli ultimi, i poveri, i deboli.

É sulla base di questo annuncio che Gesù affronta il tema del subire il male altrui. Riprendendo il libro del profeta Ezechiele scopriamo che D-o chiede di essere sentinelle del malvagio, ovvero di ammonirlo senza desistere.

Così fa Gesù sottolineando tre gradi di attenzione verso chi fa il male:  ammonirlo personalmente, con dei testimoni e nella comunità. I discepoli di Gesù sono chiamati alla responsabilità verso il prossimo.

Nella nostra cultura oggi difficilmente abbiamo il coraggio di agire così. Preferiamo rivolgerci ad un avvocato e ricorrere al giudice. Tuttavia l’Evangelo di oggi ci richiama a non trattare superficialmente il malvagio.

Però Gesù ci aiuta ad un anteriore passaggio. Sottolinea che se due o più si ritrovano e chiedono qualcosa al Signore troveranno il Padre disponibile ad accogliere le richieste, perché condividendo ci si ama e si fa in modo che il Signore abiti in noi.

É un percorso quello di Gesù sorprendente, che trova nell’altro, l’attenzione concreta per far crescere la comunità. E non solo quella religiosa, anche quella civile.

Non c’è da stupirsi se Papa Francesco ci spiazza con la prossima Enciclica, intitolata “Fratelli tutti”, dedicata alla fraternità e all’amicizia sociale. È un modo per rilanciare l’impegno di essere sentinelle verso l’altro da noi e per cambiare le logiche della paura e del sospetto verso l’altro da noi.

In questo caso nessuno può fuggire da questa responsabilità.