Luca 17, 1-3a
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!».

“Quel che è stato sarà e quel che si è fatto si rifarà; non c’è niente di nuovo sotto il sole” (Qoelet 1,9).
Nella storia dell’uomo ci sono sempre stati, ancora sussistono e sempre ci saranno scandali: i più efferati ed eclatanti come guerre, genocidi, schiavitù, deportazioni, pene di morte, prostituzioni, pedofilie, uccisione di bambini nelle varie accezioni del termine “uccisione”, adulterio…tutto ciò che riguarda i dieci comandamenti, per intenderci.

Poi ci sono gli scandali più subdoli che si possono ricondurre ai sette peccati capitali.
Gli scandali ci sono sempre stati e sempre ci saranno, perchè siamo uomini e peccatori.

Ogni azione, ogni pensiero che non sono conformi alla volontà di Dio sono scandalo, cioè sono di cattivo esempio per chi nella comunità è semplice, indifeso, vulnerabile; questo insegna Gesù alla comunità dei suoi discepoli.

Lo scandalo è ciò che impedisce di camminare dietro al Signore. E’ quel gesto, quella condotta che tradisce il Vangelo.
San Paolo dice “Io faccio non quello che voglio, ma quello che detesto” (Rm. 7,15).
C’è una grande responsabilità delll’agire o del non agire anche di uno solo all’interno di una comunità perchè il male non si ferma solo tra chi compie il male e chi lo subisce, ma ha ripercussioni e coinvolge tutta la comunità, perchè può portare anche altri a compiere il male a loro volta.

I giornali e la tv riportano ormai quotidianamente notizie che possono essere definite a pieno titolo scandali. Pensiamo a tutta la situazione dei migranti con i loro morti in mare, ai maltrattamenti che subiscono i bambini (che sono vittime dello scandalo che io detesto sommamente!) e alle donne…e tanto altro ancora. Quando si sentono questi fatti è facile ed umano provare un gran senso di rabbia e di vendetta, magari augurandosi che qualcuno rispolveri la legge del taglione.

Si può anche arrivare a dubitare dell’esistenza di Dio: è classica l’espressione “Perché Dio permette tutto questo?”.
Si rischia di irrigidirsi sulle proprie posizioni, rifiutando il confronto con il male stesso, tenendolo lontano, incapaci di venire incontro all’altro, arroccandoci sulla nostra affermata giustizia.

Ma l’ammonimento di Gesù è anche un segnale di fiducia; sembra dirci : ”Io so che voi, se lo volete, potete agire in modo da attraversare ogni esperienza di male e di superarla, senza farvi coinvolgere”. Il suo è un invito a vigilare su noi stessi per non inciampare nelle occasioni di scandalo, sempre confidando nel suo amorevole aiuto.

Mostrami, Signore, la tua via,
perché nella tua verità io cammini;
donami un cuore semplice
che tema il tuo nome.
Dal Salmo 86