“Il Signore Gesù mandò Pietro e Giovanni dicendo: -Andate a preparare per noi, perché possiamo mangiare la Pasqua-” (Luca 22,7-16)

In questo brano di Vangelo ricorre spesso il verbo “preparare”; letteralmente significa: fare tutto ciò che è necessario per consentire l’attuarsi di qualcosa nel migliore dei modi.

Da ex-universitaria ho ancora vivido il ricordo dei (temuti) periodi in cui bisognava preparare gli esami! Da operatrice nelle scuole, invece, comprendo quanto sia essenziale preparare le attività prima di farne fare esperienza ai ragazzi. Infine penso alle coppie di sposi amici, che tanto hanno fatto tesoro del periodo del fidanzamento vivendolo come preparazione a scelte di vita definitive.

Credo che lo “stile” di Gesù esiga da noi che ci prendiamo cura delle fasi di preparazione, siano esse un discernimento prima di una decisione, un progettare le esperienze per altri o un prepararsi a vivere al meglio un evento.
Mi colpiscono poi due sottolineature:
ai discepoli viene chiesto di preparare la Pasqua per altri, non solo per se stessi in prima persona. In questo ci vedo un richiamo a pensare sì, al modo migliore di fare le cose, avendo però l’attenzione di considerare anche il punto di vista altrui; non è più il mio modo che conta, ma è la ricerca di un Bene che lo supera, perché si chiede anche dove è il bene dell’altro.

Infine, seguendo la narrazione del Vangelo leggiamo di Gesù che dice ai discepoli che troveranno una stanza grande e arredata, quindi, in qualche modo, già pronta! Credo che in questo particolare Gesù ci mostri anche la possibilità di uscire dal protagonismo comprendendo che tutto ha inizio comunque da Lui, un dono d’amore grande da ricevere!

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