“Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi.” (Matteo 5,1-12).

La vera novità che Gesù offre nel cammino dei suoi discepoli è data dalle Beatitudini. Esse sono il centro del messaggio evangelico e da esse trovano linfa tutti gli insegnamenti di Gesù.

Essere beati significa godere della presenza di D-o nella nostra vita e riconoscere che Egli è il D-o con noi.

Ma il testo evangelico di Matteo ci svela otto beatitudini, ovvero la pienezza del agire umano più una, la nona, quella che Gesù rivolge totalmente ai suoi discepoli.

In fondo le Beatitudini rappresentano l’umanità di D-o e la sua divinità. Capiamo questo dal fatto che il Signore ci invita a vivere l’essere beati in tutte le azioni di umanità. Il perché che seguono sono la vita completa nel Signore, nel suo manifestarsi in noi.

L’ultima, la nona invece è sì rivolta ai discepoli ma è ciò che D-o auspica per ciascuno di noi: rallegrarsi ed esultare. Il Buon D-o vuole per noi solo gioia.

È necessario un post scriptum. Di solito noi identifichiamo l’essere “beati” quando diciamo agli altri “beato te”, quasi a dire “fortunato te”. Essere beati non è perché siamo più o meno fortunati ma amati da D-o nel nostro agire, nell’essere responsabili di quello che facciamo.