“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati».” (Luca 6,36-38).

La sintesi evangelica che la Parola destina alla nostra attenzione potrebbe essere il messaggio in bottiglia che il Signore ci fa trovare lungo le rive del mare che è la nostra vita.

La misericordia di D-o, di un Padre, come Gesù ci indica, è fatta di tre semplici componenti che dovrebbero esprimersi nei nostri pensieri, nei nostri linguaggi, nelle nostre azioni.

Non giudicare, non condannare, perdonare. Il perdono è la sola azione espansiva. Più perdoniamo e più si espande la misericordia. Non giudicare e non condannare sono due asterischi importanti nella nostra lettura della vita degli altri. Asteniamoci da giudizi e da avere pregiudizi.

Stiamo attenti perché questo è il tempo favorevole per vivere la misericordia nei tanti ambiti di vita, nelle tante occasioni d’incontro. Questo è il messaggio che Gesù ci invia proprio in questo tempo di pandemia e di necessaria attenzione e distacco dalle persone vicine.