“Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?».” (Luca 6,6-11).

Gesù é circondato dai farisei e dai maestri della Legge quando svolge la sua predicazione nelle sinagoghe della Galilea. I capi religiosi sono venuti perfino da Gerusalemme per controllare quello che Gesù fa e i miracoli che compie.

Gesù accetta la sfida. É proprio nell’Evangelo di oggi ne abbiamo un esempio concreto.

Gesù sappiamo é riconosciuto per essere un maestro che prima di tutto rivolge domande. É lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male?

Proviamo a tradurre questo interrogativo di Gesù: nel giorno dedicato al Signore, nel quale nessuna attività deve essere svolta, si può aiutare una persona che sta male o una persona che chiede aiuto?

Il buon senso ci dice che si fa sempre del bene. La salvezza del corpo e dello spirito non è legata al tempo, perché il Signore è il D-o della vita, del bene, del dono, della misericordia.

Gesù non compie nessuna azione concreta. Invita solamente la persona con la mano paralizzata a distenderla. E così guarisce.

Questo passo evangelico ci aiuta a capire che fare del bene è l’unica cosa che possiamo fare per onorare la presenza di D-o nella nostra vita.