…Oggi diamo voce ad un “dialogo particolare”, nato meditando questo brano…

Luca 17, 7-10
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge gli dirà, quando rientra dal campo: ”Vieni e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi,
finchè avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perchè ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

Signore, voglio essere schietto con te: una volta dici che non ci chiami servi, ma amici e poi (come oggi) che dobbiamo
convincerci che siamo servi e in più inutili.
Deciditi.
Secondo me le due cose non sono compatibili: o servi o amici. Così almeno è tra noi esseri umani: come possono essere vere entrambe le cose?
Eppure, se lo dici tu, devo credere che sono vere.

Il vangelo di oggi mi ha ricordato i miei genitori: quando arrivavo a casa da scuola con un bel voto, la loro frase era “Hai
fatto il tuo dovere”. Dentro di me restavo deluso, mi aspettavo una lode, anche piccola, magari anche solo un BRAVO!
Ma anche adesso che sono adulto mi fanno piacere le belle lodi, i ringraziamenti; mi esaltano, mi fanno sentire utile, importante.

Adesso però sono anche genitore e mi rendo conto che – almeno dai figli- non mi aspetto lodi o ringraziamenti: quando hanno bisogno, cerco di fare quello che devo per loro.

Mia moglie e io facciamo quello che dobbiamo e quello che possiamo, il meglio possibile per quel che si riesce. E alla fine ci rendiamo conto di aver fatto poco, niente di eroico: abbiamo fatto quello che dovevamo fare.
Che è esattamente quello che hai detto tu.

Capisco: questo è il tuo stile. cioè starci vicino senza aspettarti niente in cambio, non il nostro amore o la nostra riconoscenza: onnipotente e umile.

Io non sono nè l’uno nè l’altro.
Tu sei come un buon padre o una buona madre. Ci sei vicino e ti basta.
Io tante volte mi sento servo inutile davvero: quando ho un progetto e non riesco a portarlo a termine, quando vorrei aiutare qualcuno, risolvere un problema, stare vicino ad un amico e non ci riesco.
E’ allora che dovrei essere (più) umile e dirti che io più di tanto non ci arrivo, che ho bisogno di Te, perchè ho dei limiti.
Un sacco di limiti. E Tu, se questo è il mio bene, ci sei!

E così va a finire che hai sempre ragione Tu: è vero che ci consideri amici e è vero che siamo servi inutili.