Gv 14,21-24

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato»

Due o tre sono i verbi fondamentali che si ripetono parecchie volte in questi pochi versetti, credo possano ben rappresentare il cuore del Vangelo: accogliere-osservare i comandamenti e amare.

Come possiamo dire di amare Dio se non amiamo i fratelli? Questo mi ha sempre colpito e piaciuto del cristianesimo: Dio che ci ama di amore folle non ci chiede tanto di amar Lui allo stesso modo (non ne saremmo capaci), ma di far vedere quanto amiamo Lui amando i nostri fratelli… perché di questo un pochino siamo capaci! Cosicchè gli altri, vedendo quale legame di rispetto, amicizia, amore c’è gli uni verso gli altri, riconoscano in noi la presenza di Dio e del Suo Spirito.

È un mistero, nel senso più alto e vero del termine! Laddove c’è amore, c’è Dio – dice anche un canto popolare, oltre che la Scrittura. Se noi siamo un pochino capaci di amare, è perché abbiamo ricevuto il Suo Spirito. È Lui, la terza persona della Trinità che ci rende capaci di farlo! Dunque, rispettare i comandamenti è rispettare e amare gli altri, Dio compreso! È questione di amore, non di legalismo o precetto…. ed è bello che solo dove c’è lo spazio dell’amore c’è la possibilità di Dio di manifestarsi (Gv 14, 21). (riferimento imparato da Don Luca C.)

Ecco che diventa chiaro l’esempio di Cornelio nell’episodio raccontato negli Atti, uomo dedito alla preghiera e all’elemosina, ovvero amore per Dio e amore per il prossimo: in dono non può che ricevere il battesimo dello Spirito tramite Pietro, perché in Cornelio già c’era questa disposizione e capacità di amare!!  Ciascun uomo è in grado di amare. (questo lo dice esplicitamente Gesù quando ci dà il comandamento, altrimenti non ce lo ordinerebbe!!) E’ ciò che ci rende veramente unici sulla faccia della Terra; semplicemente, poi, lo Spirito che riceviamo in dono è una conferma del fatto che possiamo farlo in nome del Padre del Figlio e dello Spirito.

Un po’ ce lo dice anche Paolo nella seconda lettura: “è Dio che suscita in voi il volere e l’operare secondo il suo disegno d’amore” (Filippesi 2, 13). Questo seme è già dentro in ogni uomo, deve solo uscire allo scoperto e essere riconosciuto come “imprinting” del Creatore nella creatura umana e trovare le forme più buone per essere attuato.

Gesù ci dice che se apriamo il nostro cuore e lo amiamo, lui prende casa in noi e Lui e il Padre ci ameranno x sempre! (Gv 14, 23). Amare ed essere amati ci immette nel circolo dell’amore trinitario e ce ne fa gustare la bellezza!

 

Chiediamoci, allora, se per noi rispettare i comandamenti è una questione di precetto oppure se cogliamo che questa Parola di Dio ci chiede di aprirci sempre di più all’amore per i fratelli e per Dio.

Santo Spirito, donami la capacità di amare, come solo Tu sai fare! Non si finisce mai di amare e rispettare pienamente gli altri, fammi crescere nel Tuo Amore giorno per giorno.