“E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? “ (Luca 6,17-38).

É l’Evangelo di oggi una perla di novità e di discontinuità nella predicazione di Gesù. Potremmo quasi dire che le sue parole sono la traduzione pratica delle Beatitudini.

Tutto quello che ascoltiamo è un cambiamento di prospettiva senza precedenti.

“Amate i vostri nemici”, benedire i nemici è una rivoluzione copernicana. Non si tratta di sopportare ma di preoccuparsi per il nemico dedicandosi a lui. Quante volte facciamo esattamente il contrario?

Il contenuto centrale di Gesù è legato ad alcune domande dirompenti. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine ci é dovuta? Così fanno tutti.

L’angolo di visuale non é quello di abbandonare il nemico ma di considerarlo. Quello che conta é essere sempre misericordiosi. E la misericordia é il segno distintivo di chi crede e si dona se pretendere. É un dono gratuito.

É per questo che gli altri non vanno giudicati.

Se riuscissimo vivere l’Evangelo non giudicando, amando i nemici, vivendo la misericordia, avremmo fatto la più grande rivoluzione morale ed etica in questo mondo.

Signore aiutaci nella nostra incapacità!