“Quando il Figlio dell’Uomo verrà nella sua gloria e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. davanti a Lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre.”

Matteo 25,31-46

Oggi Gesù è protagonista di un brano escatologico, che riguarda cioè la definitività della nostra esistenza e di tutto. Ce lo ricordano bene anche le parole apocalittiche (di nuovo, “relative alla rivelazione ultima”) di Daniele: “il suo potere è potere eterno che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto” (Dn 7,14)

Ciò che è senza fine è la sua misericordia… essa si concretizza nel gesto di separare -come avvenne alla creazione in Genesi- per proteggere e salvare, poiché il pastore sa bene che capre e pecore non hanno bisogno delle stesse cose per sopravvivere al freddo della notte, perciò non possono essere trattate allo stesso modo. Allo stesso modo, Dio ha un occhio di riguardo per ciascuno e sa ciò di cui abbiamo bisogno per salvarci!

Ecco le parole che mi rincuorano sempre: “Venite, benedetti del Padre mio”: fin dalla creazione Dio prepara per i suoi figli il regno di pace, amore, misericordia che Gesù ci sta descrivendo e aprendo davanti. Perché Lui è Figlio dell’Uomo e ha condiviso in tutto la vita nostra, umana e fragile, riempiendola solo di Amore e bene. Per questo può anche essere “giudice”, perché sa cosa ha passato ciascuno di noi nella sua vita…Lui è dalla nostra parte, non contro di noi!

“In Cristo tutti riceveranno la vita” (1Corinzi 15,22): dopo aver festeggiato i Santi settimana scorsa, anche san Paolo ci ricorda il vero fine cui deve tendere la nostra esistenza, ovvero la vita Vera e piena, la vita da risorti, con Gesù e il Padre nella comunione dello Spirito!

 

Grazie, Gesù, perché non ci lasci soli nelle disavventure della nostra vita, ma ci aspetti nella gioia del Regno, da vero “trionfatore” e “re”, grande nell’amore e nella misericordia, vittorioso sulla morte e sul male!