«Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze… Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno… Avrete allora occasione di dare testimonianza… sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».(Luca 21, 10-19)

Il Vangelo di oggi fa parte del discorso escatologico di Gesù in Luca: in effetti la lettura genera un po’ di angoscia… Gesù non è irenico, sa come va il mondo, e non ci presenta retoricamente una via da seguire, ma un sano realismo (la presenza del male che viene dalla natura e dall’uomo) dentro cui collocare la vita cristiana. È un maestro credibile, non cerca di sedurci né ci illude, ma il dono della sua Parola ci orienta. Così, se abbiamo in noi il modo di pensare di Gesù, avremo pronti parole, intuizioni e gesti da offrire come testimonianza.

Eppure l’ultimo versetto è come un lampo di luce: il Signore non ci garantisce che non subiremo la forza del male, ma ci promette la sua presenza, una custodia tenera e totale (nemmeno un capello andrà perduto!): il suo Spirito ci fa attraversare le prove senza perderci.