Dal Vangelo secondo Luca 11, 29-30

In quel tempo. Mentre le folle si accalcavano, il Signore Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Ninive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione».
Noi attendiamo sempre un segno … ce lo dice il libro delle Cronache della lettura dell’Antico Testamento di oggi, ce lo dice il Vangelo, ce lo dice la nostra vita.
Fin dall’inizio il capitolo 11 di Luca vuole mettere in guardia dal pericolo dell’ipocrisia, ancora attuale negli ambienti in cui viviamo, nelle nostre comunità, nelle scelte personali che facciamo, ancora attuale nel mettere a rischio costantemente la “coerenza” della nostra vita.
Le parole di Gesù sul segno di Giona richiamano proprio il fatto che molti, per tentarlo, chiedevano un segno dal cielo (v16). Gli abitanti di Ninive si sono convertiti alla predicazione di Giona, la regina del sud ha fatto un lungo viaggio per ascoltare la saggezza di Salomone. Cosa faranno gli interlocutori di Gesù, che è molto più di Giona e di Salomone?
Noi, spesso, siamo peggio di quegli interlocutori. Ad essi Gesù aveva mostrato i segni del Regno con parole ed opere, a noi ha mostrato persino che il Regno è Lui stesso, un Amore totale, pronto a donare la vita per la nostra salvezza. Non ci servirebbe un altro segno, dinnanzi a Cristo, morto e risorto. Eppure troppo spesso non ci basta …
Gesù sgrida le folle, accusandole di essere una generazione malvagia, incapace di cogliere i segni che già sono stati dati. Anche noi siamo parte di questa generazione malvagia, di un periodo storico che fatica, forse più di altri, a riconoscere la presenza del Signore.
Qual è, dunque, il nostro compito?
“Vigilare” (come le vergini ricordate nel canto alla Comunione della liturgia di oggi) perché possiamo vivere da cristiani ogni nostro giorno. Il cardinal Martini scriveva che il vigilare non è un atteggiamento marginale della vita cristiana, ma che ne “riassume la tensione caratteristica verso il futuro di Dio, congiungendola con l’attenzione e la cura per il momento presente”.
Questo credo possa essere l’impegno di oggi: vivere ogni istante, ogni ora, cercano di compiere ciò che è gradito a Dio, perché Lui ci ha mostrato che solo nell’affidamento a Lui troviamo pienezza.

Dal Salmo 95

Grande è il Signore e degno di ogni lode.
Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri,
prostratevi al Signore nel suo atrio santo.