“Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli” (Matteo 25, 31-40)

Il brano del Vangelo di oggi ci mostra, con incredibile pathos narrativo, il giudizio finale del Figlio dell’uomo su tutti i popoli. Un aspetto che colpisce è che la gloria (il termine ritorna due volte nel primo versetto) di questo Re giusto non svilisce in alcun modo la dignità degli uomini che ha di fronte: essi sono radunati e non condotti con la forza; vengono separati, con l’attenzione di un pastore, e non dispersi come ci si aspetterebbe da un condottiero. I giusti trovano posto “alla destra” del Figlio/Re perché, insieme con lui, possano stare alla destra di Dio Padre, eredi del Regno a motivo di quell’amore che hanno copiosamente riversato sugli ultimi. Sconvolge le nostre logiche, spesso elitarie, che questi “fratelli” bisognosi non abbiano alcun connotato particolare: non conosciamo la loro fede, non ci viene detto che siano uomini integerrimi (anzi sono proprio in carcere!), non hanno nulla con cui vestirsi, figuriamoci per offrire un contraccambio.

Aiutaci, Signore, ad amarti nei fratelli usando come unico metro quello della piccolezza perché tutto quello che avremo fatto a uno solo di loro, l’avremo fatto a te.