“In quel tempo. I capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani mandarono dal Signore Gesù alcuni farisei ed
erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e
non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo
verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». Ma egli, conoscendo la loro
ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi
glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di
Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E
rimasero ammirati di lui.” (Marco 12, 13-17)

Lo Spirito Santo è formidabile e Gesù, che ne è immerso, ha sempre risposte giuste e sagge soprattutto quando vuole smascherare l’ipocrisia del maligno. Nel 70 d.C. tra i cristiani serpeggiava l’idea che non era giusto pagare le tasse agli invasori romani. Gesù è chiaro: le tasse si devono pagare; ciò non toglie che anche Cesare sia una creatura di Dio e come tale non è a lui, cioè al potere temporale, che appartiene la comunità umana, ma solo a Dio.
Tra qualche settimana andremo alle urne e pur non essendo una esperta in politica, non posso fare a meno
di ricordare figure di cristiani che sono state fondamentali nel nostro passato recente, nello scrivere la storia della nostra democrazia italiana. Figure luminose, umili e grandi che hanno saputo portare i valori e lo stile evangelico nella politica, mantenendo la loro identità pur nel rispetto della laicità dello Stato.
Concludo con frasi tratte da una lettera di uno di loro : Giorgio La Pira.
“Questo non è il momento delle debolezze e delle incertezze, è il momento del coraggio affidato
all’intelligenza vivificante e alla riflessione attenta e costruttiva. La polemica, ovunque, produce solo
sterilità ed amarezza, sono d’accordo con te. Contro ogni furbizia e miopia, misuriamoci con i concreti
problemi di ogni giorno senza mai perdere .di vista le mete spirituali e civili a cui ogni popolo ha diritto di
tendere: recuperando al nostro tempo quell’ottimismo che la nostra concezione cristiana della vita ci consente, operando con piena lealtà e in spirito di servizio per il bene del nostro paese e del mondo intero.

«Spes contra spem» è tuttora il motto che deve guidare la nostra azione politica”. “Sperare contro ogni speranza” come diceva S. Paolo parlando di Abramo che seppe osare l’inosabile.
Questo l’augurio perché ognuno sappia rendere ragione della Speranza che è in noi!