Mt 6, 1-6

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Questa strana situazione vissuta in queste settimane a causa delle disposizioni di salute, può essere una interessante occasione per verificarsi sulla propria fede.

Sicuramente il cristianesimo ha una forte dimensione comunitaria, che aiuta nella ricerca di Dio e nella cura tra i fratelli, ma la sfera individuale non cessa di essere importante. Siamo riusciti a mantenere vivo il comandamento di santificare delle feste anche senza la possibilità di andare a Messa? O una volta venuto meno l’invito al ritrovo la domenica diventa un giorno come gli altri?

Non dimentichiamo mai che “il Padre vede nel segreto” e “Dio conosce il cuore di ognuno” (Lc 16,15), pertanto non dobbiamo mai sentirci a posto con noi stessi una volta compiuti quei gesti che sono la Messa e tutte le altre attività che svolgiamo in parrocchia.

Ricordiamo che “non chi dice Signore, Signore entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del padre mio”; l’indirizzo che diamo al nostro cuore e alle nostre intenzioni è quello che fa la differenza, molto più che vivere in modo vuoti i gesti della fede.

Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta.
Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno, tranne me stesso.
Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell’altro mondo, ma anche in questo.
Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.
Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio,
ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così il silenzio e l’ascolto sono necessari alla vita dell’;anima.
Solo per oggi compirò una buona azione, e non lo dirò a nessuno.
Solo per oggi mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò. E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l’indecisione.
Solo per oggi, saprò da profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l’esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.
Solo per oggi non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere nell’Amore.
Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare per tutta la vita.
(Papa Giovanni XXIII)