In quel tempo. Il Signore Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione». (Luca 11, 1-4 )
 
Quando ero bambina, restavo colpita da come un’anziana signora pregava durante la Messa perché, a differenza delle altre persone, si vedeva che pregava veramente, non solo ripetendo delle formule con le labbra, ma anche col cuore e con tutto il corpo, proprio come se stesse parlando con Dio presente e vivo davanti a lei. Immagino che anche i discepoli siano rimasti affascinati dal modo di pregare di Gesù al punto che gli hanno fatto la domanda che anche noi oggi abbiamo nel cuore: “Insegnaci a pregare!”.
 
Pregare, infatti, è fondamentale per la nostra vita,anzi, per il benessere della nostra vita! Finché non diventa RELAZIONE tra me e Dio Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, è solo una parvenza di preghiera.
Dio è innamorato perso di ciascuno di noi, come un padre con un figlio e finché noi non abbiamo questa certezza, viviamo il rapporto con Lui come un dovere o una tradizione o peggio ancora con timore e tremore. Basterebbe ripetere nel cuore all’infinito, come faceva Francesco di Assisi, la prima parola del ” Padre nostro” ….PADRE…per mettersi di fronte a Dio nel modo giusto , come insegna Gesù, senza la pretesa di capire tutto, solo affidandoci a Lui che è Santo, cioè oltre, al di là di tutto, chiedendogli di aiutarci a essere messaggeri del suo regno di giustizia e pace e gioia nello Spirito Santo !
 
E che dire del timore che ci prende quando diciamo: “Sia fatta la tua volontà…” !? Ma se la Sua volontà è che noi siamo felici, allora coraggio! tutto avrà un senso e non saremo abbandonati mai !
Infatti quello che ci occorre veramente è solo un pezzo di pane, il pane quotidiano della consolazione, una briciola della sua Grazia cioè della Sua vita piena, soddisfacente, redenta e risorta che abbiamo già in noi dal nostro Battesimo! E tutto questo ben di Dio è impossibile tenerlo solo per noi, perché nascerà il desiderio di essere conca e canale che si riverserà in ogni vita che incontriamo, amandola, sostenendola e anche perdonandola  se occorre.
 
Pregare il “Padre nostro” è bello e salutare come una ventata d’aria fresca nella calura di questi giorni. Buona settimana amici!