“In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro.” (Matteo 18,15-10).

Gli insegnamenti di Gesù si fanno intensi, precisi, necessari. Nell’Evangelo di oggi Gesù dedica una attenzione particolare alla relazione con l’altro, con il nostro prossimo.

Ancora una volta sono tre i passaggi cui prestare il nostro ascolto alla Parola del Maestro.

Il primo riguarda il sopportare l’ingiustizia di una offesa non meritata. Si ammonisce il fratello per riconquistarlo. Ma se non ascolta personalmente, alla presenza di testimoni, nella comunità, allora va lasciato al suo destino, al destino della solitudine.

Un secondo passaggio riguarda la nostra responsabilità nei confronti del prossimo. Ai discepoli Gesù affida la responsabilità di sciogliere e slegare ogni cosa sulla terra e quindi nei cieli. É impegnativa questa responsabilità. L’altro non ci è estraneo, mai.

Il terzo e l’ultimo passaggio è chiedere non da soli ma insieme a due o tre qualcosa al Padre nel nome di Gesù. Mettersi insieme per chiedere al Padre rivoluziona la nostra relazione con D-o. Una richiesta condivisa con altri ci porta a riconoscere in noi la presenza di Gesù, il Cristo.

Non devono sfuggirci questi tre insegnamenti perché, nella profondità, il Buon D-o, nel suo figlio prediletto, ci aiuta a vivere con il Signore, in ogni istante della nostra vita, proprio partendo dalle nostre abituali relazioni con le persone che incontriamo.