“Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene.” (Luca 6,42-49).

L’Evangelo di oggi ci ponte di fronte a un grande interrogativo. É S. Paolo che c’è lo ricorda (Romani 7,9): “infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio”.

Perché non riusciamo ad ascoltare le parole del Signore e metterle in pratica. Perché vogliamo il bene e invece facciamo il male?

Gesù ci invita attraverso le parole dell’Evangelo a trovare la strada per superare la fatica di vivere e mettere in pratica l’Evangelo e quindi fare il bene, vivere nel bene.

Dobbiamo costruire la nostra fede, la nostra vita a partire dalle fondamenta. Solo la casa sulla roccia può reggere le fatiche, le fragilità, i problemi, gli eventi avversi del nostro vivere.

É poi vero che ogni albero si riconosce dal suo frutto. Ed é importante riconoscere che la vita si modella nella bontà e non nella cattiveria. Sotto questo aspetto essere ancorati nella casa sulla roccia significa avere anche la forza di vivere per il bene, per ciò che è buono.

Tutta la vita ci deve vedere tesi verso questa meta.