Luca 4, 31-37

“Il Signore Gesù … in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità”.
 
In questo passo evangelico la scena viene introdotta da alcune indicazioni di contesto: siamo a Cafarnao e siamo nel giorno di sabato.
Per gli ebrei, al tempo di Gesù come oggi, il sabato è il giorno da dedicare interamente al Signore, astenendosi da qualsiasi lavoro, pregando e trascorrendo il tempo con la propria famiglia.
 
Mi piace che Gesù si faccia mediatore di una modalità attraverso cui anche noi possiamo dedicarci a Dio, l’ascolto del suo insegnamento.
Non riesco ad immaginare un Gesù che parla da un pulpito e impone silenzio ed attenzione, penso piuttosto ad un momento partecipato dalla gente, un contesto in cui ciascuno può fare domande, chiedere che venga ripetuto o chiarito qualcosa che ha parlato al suo cuore, una sorta di scambio, insomma.
 
Credo, infatti, che qualsiasi insegnamento sia in fondo un’interazione, in cui tutti sono protagonisti attivi e costruttori di un nuovo sapere, una nuova consapevolezza, una NUOVA PAROLA.
È proprio questa Parola Nuova che crea stupore tra le persone.
Che bello stupirsi! È la speranza che ci sia sempre qualcosa di nuovo e di bello per noi che sia in grado di riempire il nostro cuore, rasserenare le inquietudini, dare sostegno e direzione.
 
Infine, mi sembra importante la sottolineatura che viene ripetuta anche piú avanti nel brano evangelico, sull’autorità di Gesù.
Autorità rievoca in me alcuni concetti: FIDUCIA, Gesù è proprio qualcuno di cui ci si può fidare!;
PREPARAZIONE, le sue, credo, sono parole spontanee e genuine ma non improvvisate, c’è sicuramente qualcosa prima;
FARE ESPERIENZA di qualcosa e crederci: mi piace pensare che le parole e le azioni di Gesù scaturiscano dall’esperienza (in primis il rapporto di Figlio con il Padre) che lo ha arricchito così tanto da poterne essere testimone credibile verso gli altri.
 
Aiutami, Signore, a rimanere nella tua Parola, a fare come Pietro che getta le reti, ma simbolicamente “getta”, dona se stesso, tenta l’impossibile credendo nella Tua Parola!