Luca 17, 22-25
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».  

Nel brano di Vangelo oggi, Gesù inizia a prefigurare ai discepoli che cosa accadrà nel tempo della sua morte e, in seguito, della sua resurrezione. Gesù sembra voler preparare i discepoli ai giorni bui che verranno in seguito alla sua crocefissione, quando i discepoli lo cercheranno senza trovarlo. Inoltre, Gesù cerca di metterli in guardia dalle false voci che cercheranno di trarli in inganno nel tempo buio che precederà la resurrezione.

 
Gesù, però, consegna anche una parola di speranza ai discepoli; dice loro, infatti, che quando il Figlio dell’uomo ritornerà nel suo giorno, porterà luce “da un capo all’altro del cielo”. Gesù è consapevole che, prima di potersi compiere il destino del Padre, lui dovrà soffrire, perché rifiutato da questa generazione.
E noi sappiamo riconoscere che per arrivare alla Pasqua di Cristo, ossia per arrivare alla gioia piena, dobbiamo prima accettare anche la fatica e il sacrificio del dono di sè? Non può esserci la resurrezione della Pasqua senza prima la passione e la morte.
Quando siamo in un momento buio del nostro cammino, facciamo attenzione a non lasciarci abbagliare dagli “specchietti per allodole” che cercano di attirarci con la loro falsa luce. Impariamo, invece, ad attendere la venuta del Signore che porterà nel mondo la luce vera che invaderà tutto il cielo.