“State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo». Durante il giorno insegnava nel tempio; la notte, usciva e pernottava all’aperto sul monte detto degli Ulivi. E tutto il popolo di buon mattino andava da lui nel tempio per ascoltarlo”. (Luca 21, 34-38)

“State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano ……. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza…”
Vegliare non significa in prima battuta un’azione, un fare qualcosa, ma uno stato, una modalità di essere: equivale ad essere desto, attento, con l’orecchio teso all’ascolto. E’ libertà, disponibilità, acutezza,prontezza di discernimento; la vita stessa, semplicemente, può appesantire il cuore, se non si rimane vigilanti, in preghiera…in attesa del Signore Gesù che ci visita sempre con sorpresa!
Lo Spirito di Cristo ci doni questo abitus per scorgere la venuta di Gesù nel nostro oggi! Domandiamo occhi e cuore “aperti” capaci di andare Oltre per scorgere sempre l’Altro!