Matteo 10, 18-22
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».

Gesù manda in missione i 12 dando loro il potere di guarire le malattie e le infermità. Li chiama ad andare con Lui senza pane, né sacco, né denaro.
Ecco le caratteristiche del discepolo, la missione è la stessa di Gesù: risollevare, dare orizzonti nuovi, sanare le ferite. Occorre scegliere l’essenziale e fidarsi del maestro.

Anche in un’altra pagina del Vangelo di Matteo (Mt 6), Il Signore invita ad abbandonarsi nelle mani di Dio, a non preoccuparsi del vestito o del mangiare.
Questa fiducia va mantenuta anche nei momenti più faticosi della sequela.
“Quando vi consegneranno non preoccupatevi di cosa direte”. Potrebbe emergere in voi un atteggiamento di egoismo, di ricercare il proprio interesse o tornaconto.
Affidatevi al Signore, sarà lo Spirito del Signore a parlare in voi. Sarà lo Spirito dell’amore, della gioia, della consolazione ad emergere e portare la pace.

Il compito di oggi: esercitarsi nell’arte della fiducia.