(Lc 23, 28-31)
In Quel tempo. Il Signore Gesù, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perchè, se si tratta così il legno verde, che avverrà del secco?».

Mentre Gesù sale al Calvario incontra un gruppo di donne, accorse per pietà di lui e, con lo stile degli antichi profeti, consegna a loro un messaggio minaccioso: non piangete me, ma voi stesse e i vostri figli, il vostro popolo, sul quale si abbatterà un male così grande che si riterranno felici le donne sterili, perchè non dovranno piangere sui figli uccisi dal nemico tra le loro stesse braccia.

Gesù lo dice ripetendo una frase delle Lamentazioni, che era riferita ai Babilonesi che avevano distrutto Gerusalemme e avevano ucciso spietatamente molti dei suoi abitanti.

Ma Gesù predice alle donne anche giorni terribili in cui ciascuno avrebbe preferito morire in una catastrofe piuttosto che vedere la devastazione insopportabile. Anche qui Gesù cita un brano dell’Antico testamento, il profeta Osea.

Condannando Gesù, un innocente, era stato commesso un grave delitto e bisognava temere un terribile giudizio divino.
Gesù è il legno verde, trattato così, cioè condannato. Ai veri colpevoli, cioè il legno secco, cosa dovrebbe succedere di conseguenza?

Il male esiste e ha conseguenze terribili; non bisogna seguirlo, cambiandolo per un bene. E’ dalle pagine iniziali della Bibbia, quelle del peccato originale, che la Parola di Dio ce ne parla.
Possiamo riferire all’attualità le parole di Gesù alle donne: ci sono innocenti naufraghi, anche bambini, condannati ingiustamente a non poter approdare da nessuna parte. Sono persone trattate con disumanità. A tanti basterebbe che stessero in mare, lì dove sono, per non compromettere il
nostro benessere. Anche loro, come Gesù, sono visti come un pericolo per la nostra sicurezza.

Le conseguenze, per una società che non teme di essere disumana, non possono che essere gravi: se trattiamo così il legno verde, cosa sarà di quello secco?