giornata aneucaristica

Nel giorno di venerdì, proponiamo una riflessione sulla Passione.

La croce di Cristo: un segno pesante da portare(Enzo Bianchi)

Noi abbiamo fatto della croce un segno da portare per dire che siamo cristiani, ma portare questo segno è veramente una responsabilità indicibile. D’altronde, è nient’altro che un’attualizzazione dell’annuncio di Gesù: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, essere mio discepolo, smetta di riconoscere solo se stesso” – questo significa rinnegare se stesso –
“elevi la sua croce e mi segua”.

La croce di Cristo, è un segno pesante da portare”, perché è pesante “soffrire molte cose”, essere riprovati… fino a essere uccisi. È talmente pesante che Pietro rimprovera Gesù all’udire da lui annuncio della passione, ma Gesù lo rimanda dietro a sé, dicendogli che in quel momento è Satana, perché ragiona in modo mondano. Per tre volte Gesù,
compiendo il suo ultimo viaggio verso Gerusalemme, annuncia la sua passione, dicendo che la croce è una necessità in un mondo ingiusto, il giusto può solo essere rigettato, perseguitato, ucciso.

È una necessitas humana, perché richiesta dagli assetti di questo mondo ingiusto. Noi inalberiamo o portiamo troppo facilmente la croce, perché non comprendiamo più la sua verità profonda, direbbe l’Apostolo Paolo – l’abbiamo “svuotata”, addirittura falsificata, perché non abbiamo voluto riconoscere in essa la passione di un uomo, passione vissuta per servire gli uomini, per “amarli fino all’estremo” fino al dono della vita, per essere coerente con ciò che aveva detto e predicato dell’amore di Dio e degli uomini.