In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta nella regione montuosa, in una città di Giuda, ed entrò in casa di Zaccaria e salutò Elisabetta. Appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino le balzò nel grembo; ed Elisabetta fu piena di Spirito Santo, e ad alta voce esclamò: «Benedetta sei tu fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno! Come mai mi è dato che la madre del mio Signore venga da me? Poiché ecco, non appena la voce del tuo saluto mi è giunta agli orecchi, per la gioia il bambino mi è balzato nel grembo. Beata è colei che ha creduto che quanto le è stato detto da parte del Signore avrà compimento». E Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore,
e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore,
perché egli ha guardato alla bassezza della sua serva.(..)
Maria rimase con Elisabetta circa tre mesi; poi se ne tornò a casa sua. (Luca 1,39-56)

Questo brano, proclamato nella festa del trionfo della vergine madre, assunta in cielo corpo e anima, mette in luce quanto di più umano caratterizza Maria. Una ragazza del suo tempo, che vive l’ordinario quotidiano alla presenza del suo Signore, viene investita da qualcosa di enorme ed incomprensibile, una proposta che prenderà tutta la sua vita, da quell’istante in poi, da quel “sì, ci sto” in poi, per sempre.

Molta osservazione, poco ragionamento. Maria ha guardato chi le faceva la proposta, non si è persa dietro ad inutili orpelli, le è bastato l’amore del suo interlocutore che lei coltivava da tutta la vita…. Ma appena presa la decisione e pronunciato il suo “Eccomi”, l’umanità di Maria ha bisogno di conferme.
E qui si inserisce il brano di oggi: questa giovane donna percorre 150 km a dorso d’asino, inerpicandosi fra le montagne della Palestina (questo ci consegna la tradizione) per incontrare un’altra donna, la sola che in quel momento poteva davvero capirla, credendo a quell’annuncio che anche a lei era stato fatto.

Maria, una donna giovane e inesperta. Elisabetta, una vecchia navigata e provata dalla vita. Due donne lontanissime per tanti aspetti umani, ma assolutamente vicine nel progetto di Dio e nella comprensione del Mistero dal quale entrambe sono state visitate. Maria sa che solo Elisabetta può comprenderla, certe cose non si possono dire a chiunque, e pensiamo alla gioia traboccante di questa fanciulla nel vedere che quanto le è stato detto corrisponde a verità! Sì, perché anche Maria ha avuto bisogno di vedere, per quanto lei, in tutta la sua vita, non ha mai smesso di credere.

Chiediamole con immensa fiducia di aumentare la nostra fede e di metterci nel cuore quella sana inquietudine che non ci fa smettere di camminare.