“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!” (Luca 1,39-45).
Dell’Evangelo di questa grande festa dedicata a Maria, colpiscono due parole tra le tante che esprimono la gioia e la letizia di essere e diventare madri, di quello che sarà profeta, Giovanni Battista e Figlio del D-o vivente, Gesù il Cristo.
La prima parola é il sussulto, il sussultare di un bimbo nel grembo materno di Elisabetta. Per due volte l’Evangelo esprime questa gioia e letizia che viene dalla dolcezza di generare vita, di dare alla vita il valore più alto della presenza di D-o in noi. É solo nell’Evangelo di Luca che questa bellezza, questa gioia trasforma la vita in D-o. Il sussultare in tutta la Scrittura viene indicato sette volte. Per cinque volte é riferito alla Natura e solo in Luca, le altre due volte, per indicare la vita umana.
La seconda parola é la misericordia. Per due volte Maria ricorda che il Buon D-o si fa presente nella misericordia, nell’atto di accogliere la caducità umana, la nostra fragilità e farla diventare sua presenza.
Nel sussulto e nella misericordia si fonda una alleanza, quella descritta nella Apocalisse di Giovanni (11,19).
L’assunzione di Maria é l’arcobaleno dell’alleanza tra il Signore e le donne e gli uomini di ogni tempo.