Mt 6, 7-1

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe»

 

Gesù, donandoci il Padre Nostro, ha tracciato una strada verso la preghiera.
“Esso non è tanto una preghiera finita ma una strada per la preghiera(..) Più che una preghiera preconfezionata, è una preghiera da sviluppare. Più che una preghiera da -dire- è una preghiera da – fare-. Il “Padre Nostro” non si può recitare, bisogna pensarlo, penetrarlo, perché è un programma di vita.” (Andrea Gasparini, “Padre Nostro, Conversazioni con i giovani”)

Per prima cosa “Padre” , per ribadire l’amore che ci lega a Dio e subito dopo si dice “nei cieli” per sottolineare la sua grandezza e la straordinarietà dell’esserci venuto incontro in forma umana.
Il versetto 10 è considerato, poi, il centro del Padre Nostro: è riconoscere la signoria di Dio nella nostra vita e chiedere di poter amare sempre come Lui ci ama, con l’accento che Lui dà all’amare.

Dire “Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà” è l’impegno di ogni uomo ad accettare Dio nella propria vita, ad accettare i propri limiti, a diventare semplici e fiduciosi, ad entrare con decisione nel mondo dei fatti, a scegliere la via della carità e del perdono e rompere con i compromessi e le comodità della vita mediocre.

Questo affidarci completamente a Dio non sarebbe possibile però senza saper chiedere e riconoscere “il pane quotidiano”, che Dio ci riserverà, così come veste i gigli del campo e nutre gli uccelli del cielo (Mt 6 25-34).

Infine, la conclusione di questa splendida preghiera ci ricorda che il Perdono è cardine della scelta di vita cristiana: Dio insegna la via del perdono e così ci libera dal male, per questo anche noi siamo inesorabilmente chiamati al perdono di noi stessi e degli altri nostri fratelli.

Salmo 16
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu,
solo in te è il mio bene».
Agli idoli del paese,
agli dèi potenti andava tutto il mio favore.
Moltiplicano le loro pene
quelli che corrono dietro a un dio straniero.
Io non spanderò le loro libagioni di sangue,
né pronuncerò con le mie labbra i loro nomi.
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.
Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi:
la mia eredità è stupenda.
Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.

Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.
Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.
Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra