Luca 8, 16-18

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce. Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce. Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere»
 
 
 
In questi brano di Vangelo emerge chiaramente la tematica della luce, intesa come presenza di Gesù che vive in noi. Subito viene alla memoria il versetto del Salmo 34:”Guardate a Lui e sarete raggianti” .
L’incontro con Gesù e la riscoperta autentica del proprio Battesimo, trasforma la nostra vita, rendendoci luminosi testimoni dell’amore di Dio nelle tenebre del mondo.
Infatti, nella Prima lettera di Pietro, si dice lo scopo ultimo di questo “farsi lampada” per gli altri: “al vedere le vostre buone opere giungano a glorificare Dio”.
 
 
 
Chi alimenta, nella preghiera e nell’abbadono a Dio, la propria fede continuerà a ricevere i doni dello Spirito; chi pone, invece, questo dono in disparte, non potrà gustare le delizie del Signore.
 
 
Papa Francesco, nell’omelia a Santa Marta del settembre 2016, invitava ad essere raggianti così: «Tutti noi che abbiamo ricevuto il battesimo dobbiamo pregare lo Spirito Santo affinché ci aiuti a non cadere in noi brutte abitudini che coprono la luce, e ci aiuti a portare avanti la luce ricevuta gratuitamente, quella luce di Dio che fa tanto bene: la luce dell’amicizia, la luce della mitezza, la luce della fede, la luce della speranza, la luce della pazienza, la luce della bontà».