“Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli.” (Luca 7,31-35).

Questa lapidaria ma efficace affermazione di Gesù può essere letta da vari punti di vista.

La questione di fondo però è la disarmante considerazione che la generazione nella quella Gesù è impegnato nella sua missione è incapace di capire il senso della presenza del Signore nella vita quotidiana.

Gesù non è deluso ma si rende conto della fatica di annunciare l’Evangelo in una realtà e in un contesto dove si possa affermare che “la carità non avrà mai fine”, che D-o è misericordia prima di tutto.

Purtroppo la gente chiusa e poco incline al cambiamento è incapace di cambiare prospettiva di vita. Nemmeno di fronte ai segni, alle opere, ai miracoli e alla Parola di Gesù si scuote.

Quello che Gesù non si capacita è l’assoluta ipocrisia della gente del suo tempo. É gente capace solo di lamentarsi e alla quale non va mai bene niente.

Non è che anche la nostra generazione simile a quella dei tempi di Gesù? Quante volte ci lamentiamo e non siamo mai soddisfatti! Forse è il caso che, proprio in questo tempo di pandemia, qualche riflessione iniziamo a farla e anche qualche cambiamento!

In ogni caso la Sapienza di D-o non manca mai di inserirsi negli interstizi della storia!