“E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».” (Giovanni 14,1-6).

“Mio figlio sei tu, io oggi ti ho generato”: é la citazione del salmo secondo da parte di Paolo nel libro degli Atti. La chiave di lettura dell’Evangelo di oggi parte proprio da questo passo della Scrittura.

Gesù comunica ai suoi discepoli che non ci sono doppi fini nella sua missione e nel cammino con loro. C’é una unica dimora, una casa, quella del Padre che accoglie chi ha fede, chi ha fiducia nel Signore. Per questo dobbiamo sentirci accompagnati dalla sua presenza che è una presenza misericordiosa e d’amore.

Tommaso non si accontenta. Vuole conoscere di più, vuole sapere il percorso che gli spetta seguendo il Maestro. Ed é proprio da questa richiesta provocatoria dì Tommaso che Gesù, in qualche modo, spiega il significato della nostra esistenza umana in Lui, nel Signore.

“Io sono la via, la verità e la vita” ci ricorda il nome di D-o. Il Buon D-o si svela perché é la via, il percorso, la strada. É la verità cioè il senso e il significato ultimo. É la vita, perché nella vita c’é il soffio e il respiro di D-o che ama. La vita è la espressione massima della Creazione, cioè noi.