Lc 5, 33-35

In quel tempo. I farisei e gli scribi dissero al Signore Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere, così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!». Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».

In questo brano sembra quasi che Gesù inviti alla festa i suoi discepoli finchè “lo sposo” è con loro e a pensare al digiuno quando lui non ci sarà più.

Viene da pensare, allora, che anche noi oggi, non avendo lo sposo fisicamente con noi, dovremmo fare digiuno…. Invece no. Tutti i giorni possono essere giorni di festa perché Gesù è con noi sempre: ci ha lasciato in eredità, infatti, la sua presenza attraverso l’Eucarestia, la Chiesa come intera comunità cristiana in cui ci troviamo a vivere e come chiesa domestica.

Nel periodo di quarantena che abbiamo appena trascorso, abbiamo sperimentato un vero digiuno dall’Eucarestia, ma abbiamo anche sperimentato la presenza dello sposo nelle nostre comunità attraverso le celebrazioni in streaming e nelle nostre famiglie attraverso la preghiera attorno alla mensa.

La gioia, quindi, deve sempre essere uno degli ingredienti principali della nostra giornata!