“Non temere Maria perché hai trovato Grazia presso Dio. Ed ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo”
(Luca 1, 26-38)

Ci avviciniamo al Natale e entriamo sempre più nel Mistero dell’Incarnazione! Dio discende dall’alto (“prima era disceso quaggiù sulla terra” Filippesi 4, 9); arriva il nostro Salvatore (“ecco arriva il tuo salvatore” Isaia 62,11). Questo cambia la nostra sorte: siamo chiamati ad essere fratelli l’uno per l’altro, perché figli di uno stesso Padre (“un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti, è presente in tutti” Filippesi 4,6) in Cristo Gesù, poiché “colui che nascerà sarà santo e chiamato Figlio di Dio” (Luca 1, 35). Gesù è l’unico figlio santo, altro diverso da noi, ma Dio per bontà ci rende figli: questa è la novità del cristianesimo, ciò che celebriamo a Natale. Dio non resta “separato”, “santo” da solo, ma scende sulla terra per condividere la sua vita con noi e dare la possibilità di una vita santa anche per noi. Dio è presente nell’uomo Gesù. Natale è la possibilità dell’impossibile, infatti “nulla è impossibile a Dio” (Luca 1, 37). Gesù ha iscritto nel suo nome la sua missione: “Dio salva”, come preannunciato anche da Isaia: “Sono Io, che parlo con giustizia e sono grande nel salvare” (isaia 63, 1). Ancora più sorprendente è ciò che Dio decide di fare in nostro favore: “a ciascuno di noi è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo” (Filippesi 4,7). Ecco il significato del farsi i regali a Natale: Dio si è fatto dono a noi, noi proviamo a farci dono l’uno per l’altro, perché questo significa diventare fratelli, volersi del bene.
Significativo il messaggio del nostro arcivescovo sulla “decima” dell’essere cristiano: ogni 10 aperitivi, ogni 10 weekend di svago, ogni 10 spese etc … per noi, darne 1 per i nostri “vicini”, o fratelli.

In questi ultimi giorni di attesa del Natale, mentre tutti saremo presi dalla corsa ai regali, non dimentichiamo il significato del Dono, della Grazia che fra non molto celebreremo a Natale. Chiediamo nella preghiera la Grazia di riconoscerci fratelli e figli dell’unico Padre. Proviamo a cercare qualcuno a cui “fare regalo” del nostro tempo, qualcuno che ne ha bisogno. Disponiamoci ad accogliere Gesù che viene, come ha fatto Maria “ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua Parola” (Luca 1,38)